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“Veni, vidi, vici.” – Giulio Cesare
(Sono venuto, ho visto, ho vinto.) – Giulio Cesare
Per augurare (o augurarsi) di vincere con coraggio.
Un tripudio di aromi trionfanti che evocano la forza delle fiamme sacre nei templi greci. Victoria celebra la vittoria con una miscela avvolgente di note che incitano all’ottimismo e al successo.
Candela in cera vegetale versata a mano in bicchiere di porcellana, decorato artigianalmente con la tecnica del decalcomania. Eventuali minime discrepanze tra creazioni analoghe sono frutto della realizzazione artigianale e attestano l’unicità di ogni prodotto. La cera utilizzata è completamente naturale e può quindi presentare leggere variazioni in presenza di alte temperature. Per preservarne la qualità e la fragranza, si consiglia di evitare sbalzi termici. Prodotta in Italia.
Misure: h13 cm x d.9 cm – Cera: 438 gr Peso – Durata: fino a 120 ore di combustione lenta
NOTE DI TESTA limone, arancia dolce, bergamotto
NOTE DI CUORE rosa bulgara, mughetto, lavanda, patchouli
NOTE DI FONDO vaniglia, fava tonka, legno di cedro, legno di sandalo, note ambrate, muschio
“GLI AUSPICI”
Già gli antichi Greci e Romani si affidavano agli auspici delle candele per questioni pubbliche e private: che si trattasse di conquistare città o cuori innamorati, la luce irradiata dalle candele divinatorie indicava i sentieri da imboccare per ottenere ciò che si desiderava – o invitava a desistere per evitare di incappare in imprese fallimentari o delusioni amorose.
Gli Auspici racchiudono un desiderio e un augurio, intrecciando fragranze leggere con una ritualità antica:Victoria accende la fiamma del trionfo; Amores stuzzica la passione; Salus celebra la salute; Opulentia brilla come i tesori delle desiderata ricchezza; Felicitas celebra i momenti di festa; Perfectio tende al raggiungimento dei desideri; Mutatio apre porte a nuove opportunità ed Aequitas danza sull’armonia nei cambiamenti. Ogni Auspicio di Derebus è un canto di profezie antiche, una melodia di luce e divinazione che attraversa i secoli. Passato, presente e futuro s’intrecciano con un filo luminoso.