Il senso del piacere
auguri e buona misura 2026 derebus

Auguri, e buona misura

Ci siamo abituati a pensare che sentirsi piccoli sia un problema. Che se non sei al centro delle cose — della stanza, del progetto, della conversazione — probabilmente stai sbagliando qualcosa: il passo, la direzione o, più banalmente, la fila.

L’idea è diffusa: se non ti senti importante, devi rimediare. Fare di più, dire di più, occupare più spazio. Magari anche parlare sopra agli altri, purché con sicurezza. 

Nei tempi antichi, invece, avevano meno ansia da prestazione: sapevano di essere mortali, finiti, fuori scala rispetto all’universo — e non passavano la vita a compensare.

Per loro la misura non era una rinuncia, ma una competenza pratica: sapere dove si è, quanto si può, quando fermarsi. E sapere anche — dettaglio non secondario — che il mondo va avanti lo stesso, con o senza il nostro contributo straordinario.

Oggi, al contrario, tutto sembra progettato per farci notare dove non siamo: non sotto i riflettori, non al centro, non nel punto giusto al momento giusto. Così finiamo per vivere questa semplice constatazione non come un dato di realtà, ma come una mancanza personale.

L’augurio, per l’anno che viene, è semplice e poco spettacolare: stare bene nella propria misura.

Perché restare un passo indietro può avere più grazia che occupare il centro a ogni costo, e spesso più dignità che imporsi sulla scena con zelo e gomitate.

Come diceva Orazio — che su queste cose era piuttosto lucido — est modus in rebus. Buona misura, allora. 🥂